ANALISI DEL PROBLEMA

Il tema della dispersione scolastica è un tema complesso che riunisce in sé abbandoni, ripetenze, interruzioni o intermittenza della frequenza, ritardo nel corso degli studi, assolvimento solo formale del diritto/dovere all’istruzione, qualità scadente degli esiti, marginalità psicologica, demotivazione allo studio, senso di inadeguatezza rispetto alle richieste della scuola.

 

Queste situazioni di disagio scolastico, di dispersione sommersa, sono presenti in misura considerevole nelle scuole del distretto socio sanitario n. 54 e toccano un numero consistente di alunni. La scuola oggi, si trova a ricevere disagio, a creare disagio ed ad non potersi più esimere dal tentare di risolverlo;

 

vi sono disfunzioni, vischiosità e fattori ostili che operano all’interno del sistema scolastico-formativo e che in misura relativamente autonoma producono le condizioni della dispersione. Per incidere in questa area, la scuola deve avere la consapevolezza della sua fondamentale funzione educativa, deve accettare la sfida di un disagio scolastico non più saltuario, ma “modale”.

 

La scuola è però, anche solitamente, solo il luogo dell’insorgenza di un disagio che spesso ha cause personali, familiari e sociali, che si manifestano anche attraverso un insieme di comportamenti che non permettono al soggetto di utilizzare al massimo le proprie capacità cognitive, affettive e relazionali.

 

 









Questi  aspetti  si  influenzano  reciprocamente  e  portano  spesso  come  esito  a  situazioni  di  disagio  sia nell’alunno, che diminuisce il proprio rendimento, sia nell’insegnante, con conseguente disfunzione  del sistema-scuola,  ed infine nella famiglia, che, disarmata e priva di supporto, tende ad allontanarsi dal sistema per  evitare  ulteriori  frustrazioni  o  a  colpevolizzare  il  sistema  stesso  o  il  proprio  figlio  per  le  aspettative disattese.
La famiglia è in questo caso parte in causa per il raggiungimento del successo formativo.


Il  rapporto  fra  istituzione  scolastica  e  genitori  può,  pertanto,  strutturarsi  positivamente  sulla  base  della condivisione di due aspetti fondanti.  

  • Il primo aspetto: migliorando lo stile educativo dei genitori si creano le condizioni ottimali perché migliorinoanche gli apprendimenti e il successo scolastico dei figli.  
  • Il secondo aspetto: quanto più mature e fluide diventeranno le relazioni tra scuola e famiglia tanto maggiore vantaggio ne ricaverà la scuola stessa nello sviluppo dei suoi obiettivi educativi e formativi.

Il  principale  problema/esigenza  cui  il  progetto  vuole  rispondere  è  quindi  la  necessità  di  riconoscere  alla famiglia  il  ruolo  di  interlocutore  sempre  più  motivato  e  responsabilizzato,  in  particolare  in  quel  comune compito educativo che è l’accompagnamento nello sviluppo umano dei pre-adolescenti  e  degli  adolescenti  verso una loro più matura e consapevole autonomia.
 

STRATEGIE E METODI

Sulla base di queste premesse, il progetto intende promuovere la costituzione di un’èquipe di supporto socio-psico-pedagogico e  didattico  attuato  da  esperti  in  grado  di  intervenire,  su segnalazione,  presso  le  scuole  del territorio per:  

  • Consulenza psicologica alle famiglie per interventi educativi sui figli;  
  • Orientamento;  
  • Analisi e proposte di soluzione a problemi di raccordo tra scuola/famiglia;  
  • Consulenza e informazione agli insegnanti sui problemi di sviluppo e di interazione sociale nella classe, sui rapporti docente/allievi.

Trattasi  di  uno  spazio  progettuale  per  migliorare  le  relazioni  tra  i  soggetti  che  intervengono  nel  processo educativo e per individuare strategie comuni.  
L’équipe lavora a stretto contatto con i consigli di classe che segnalano gli alunni in situazione di disagio e con i docenti coordinatori che sono incaricati di prendere i contatti con la famiglia. La scuola, destinataria indiretta della  progettazione,  ma  anche  protagonista  dell’intervento individuale,  collaborerà  attraverso  i  propri referenti d’istituto sulla dispersione scolastica. Sarà parte attiva anche l’Osservatorio scolastico sulla dispersione attraverso il proprio referente. Il servizio avrà carattere permanente, e sarà a disposizione delle famiglie e dei consigli di classe, presso una o più scuole del territorio, in orario antimeridiano, con cadenza settimanale.

 

L’ equipe di supporto socio-psico-pedagogico, attraverso la propria attività di consulenza può:  

  • Creare  occasioni  di  riflessione  sulle  modalità  di  coinvolgimento  di  insegnanti,  genitori,  alunni  nel  processo educativo;  
  • Fornire  strumenti  di  rinforzo  agli  insegnanti  nella  ricerca  di  strumenti  efficaci  ed  efficienti  per  affrontare  il disagio scolastico;  
  • Aiutare i genitori a riconoscere il proprio stile educativo e valutarne l’efficacia;
  • Programmare azioni congiunte tra scuola e famiglia;  
  • Aiutare a superare problemi specifici di apprendimento, attenzione, concentrazione, analisi;  
  • Intervenire per risolvere disarmonie nel rapporto fra minore ed ambiente (scuola, famiglia, gruppo dei pari);  
  • Aiutare genitori e docenti per l’individuazione delle strategie utili ad affrontare le diverse problematiche adolescenziali;  
  • Progettare  piani  di  intervento individualizzati  per  il  superamento  del  disagio  scolastico  (demotivazione, abbandono, ripetenza);  
  • Aiutare  a  superare  le  difficoltà  nella  costruzione  di  un  rapporto  positivo  con  le  famiglie  degli  alunni,  che presentano  forme  di  disagio  manifestate  attraverso  la  frequenza  discontinua  non  risolte  attraverso  i  normali mezzi di comunicazione delle assenze.
DESTINATARI

N. 100 alunni in difficoltà/dispersione scolastica e loro famiglie provenienti dalle aree a rischio di marginalità sociale  residenti  nei  Comuni  del  Distretto,  che  necessitano  di  un  supporto  per  la  strutturazione  di  progetti integrati e personalizzati per il recupero del disagio.   


L’intervento è strettamente connesso con l’attività dei servizi sociali territoriali a tutela e sostegno dei minori in situazione di disagio socio-familiare.


E’ inoltre connesso con gli interventi relativi alle politiche giovanili (centri giovani, educativa di strada etc..) nell’ottica di prevenzione del disagio dei minori e con gli interventi ricreativi di promozione dell’agio rivolti all’infanzia e adolescenza: ludoteche, biblioteca, centri ricreativi....  


Il  target  individuato  è  rappresentato  da  minori  provenienti  da  famiglie  in  situazione  di  disagio  per  i  quali  si interviene  con  l’obiettivo  di  accrescere  il  loro  ben-essere  nella  realtà  quotidiana  fornendo  modelli  ed opportunità  di  crescita  e  favorendo  la  strutturazione  di  una  personalità  e  di  uno  stile  di  vita  sano  e socialmente accettato.  


La fascia di età individuata è quella compresa tra gli 8 e 14 anni poiché i minori ad essa appartenenti :

  • sono in obbligo scolastico;  
  • sono oggetto di segnalazione da parte delle scuole;  
  • presentano difficoltà scolastiche oggettive
ATTIVITÀ

1) Promuovere la costituzione di un gruppo di lavoro formato dagli operatori dell’equipe  socio-psico-pedagogica;  


2) Ricevere le segnalazioni di minori con svantaggio familiare e socio – culturale da parte del corpo docente;


3) Effettuare l’anamnesi scolastica, personale, familiare e sociale sui minori “a rischio”;


4) Redigere un piano d’intervento individualizzato per ogni minore;


5) Sviluppare la struttura a rete tra scuole, enti locali, servizi sanitari ed associazioni allo scopo di ottimizzare le risorse assegnate e di evitare sottoutilizzo e sprechi;  


6)  Promuovere  la  creazione  di spazi  per  il  sostegno  nello  svolgimento  dei  compiti  pomeridiani  favorendo attività in piccoli gruppi ed individualizzate;  


7) Integrazione nel tessuto sociale dei minori individuati attraverso un lavoro di accoglienza e informazione;  


8) Sostenere lo sviluppo dell’autonomia del minore nel proprio percorso di crescita;  


9) Effettuare la presa in carico globale.